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Cosa vedere sul Lago Maggiore: le isole Borromee

Da tempo parlavamo di trascorrere un fine settimana sul Lago Maggiore e finalmente, all’inizio di maggio, siamo riusciti ad organizzare un long weekend proprio sul lago Maggiore. Abbiamo dedicato un’intera giornata alle isole Borromee, che sono il gioiello del lago, e il resto del tempo lo abbiamo trascorso ad esplorarne entrambe le sponde, quella piemontese e quella lombarda, scoprendo luoghi inaspettati. In questo primo articolo vogliamo soffermarci sulle isole Borromee: ciascuna delle tre isole, imparentate dal legame con la famiglia Borromeo, ha un carattere ed un atmosfera unica. Leo ha preferito isola Bella, mentre io mi sono lasciata conquistare da isola Madre… e voi quale preferite?

il meglio del lago maggiore

Isola Bella

Isola Bella è il “biglietto da visita” dei Borromeo, per così dire: il grandioso progetto che portò alla trasformazione dell’isola iniziò nel XVII secolo e durò per quasi quattro secoli. Il sontuoso palazzo Borromeo dall’esterno non ha forse molto appeal, con la sua facciata lineare, ma nasconde al suo interno ambienti sfarzosi e originali. Il Salone centrale, a pianta circolare, dipinto in azzurro e decorato con stucchi bianchi è unico nel suo genere; altrettanto particolari sono le cosiddette Grotte: si tratta di ambienti siti al pian terreno, con piccole stanze colonnate comunicanti decorate con ciottoli e sassi. Le “grotte” di Palazzo Borremeo ci hanno ricordato alcuni ambienti del castello di Hellbrunn, vicino a Salisburgo: lo scopo di queste sale era quello, naturalmente, di stupire gli ospiti, di trasportarli con l’immaginazione in un luogo vagamente mitologico, come ad esempio il fondale marino. Nel palazzo, infine, è degna di nota la Galleria Berthier, le cui pareti sono interamente ricoperte di quadri, per lo più ritratti, tra cui sono esposti alche opere di Raffaello e Tiziano.

Annessi al palazzo, il meraviglioso Giardino Barocco all’italiana è un fiore all’occhiello: fu tra le prime opere ad essere costruita sull’isola ed è una meraviglia ordinata e curata di siepi di bossi, aiole verdi, fioriture colorate. All’interno dei giardini fu costruito il Teatro Massimo, un grandioso monumento terrazzato costituito da fontane e statue e sormontato dall’unicorno, simbolo araldico della famiglia Borromeo. Ai giardini si accede dopo la visita al palazzo, tramite una scalinata: salendo a poco a poco si apre alla vista il verde dei giardini con lo splendore del teatro Massimo.

Leo ha preferito isola Bella perché è luminosa, aperta verso il lago, ordinata. Il Palazzo è splendido e percorrendolo sembra di attraversare tutti gli elementi: dal cielo azzurro e arioso del Salone centrale, attraverso la dimensione più terrena delle stanze ammobiliate per finire nell’acqua o, anzi, sott’acqua, nelle grotte. Leo sostiene che isola Bella gli ha ricordato i templi di Bali: le scalinate che affiancano il Teatro Massimo lo hanno riportato alle scalinate del Tempio Madre Pura Besakih, mentre il grande sviluppo verticale all’interno di uno spazio ristretto e circondato dalla natura gli ha ricordato il tempio la Porta del Paradiso, anche per l’affaccio nascosto dietro al Teatro Massimo. A voi l’ardua sentenza.

Isola Madre

Isola Madre è la più grande delle tre isole ed è occupata quasi interamente da un meraviglioso giardino botanico all’inglese. Flaubert la descrisse come “il luogo più voluttuoso che abbia mai visto al mondo” ed è difficile non dargli credito. L’isola è una vera e propria oasi di otto ettari dove la natura è insieme selvaggia e calmierata, dove pavoni, fagiani, galli e altri volatili scorrazzano tranquilli e dove lasciarsi incantare la tutte le sfumature di verde. Le fioriture si susseguono colorate e profumate mese dopo mese: qui specie vegetali rare hanno trovato un microclima unico dove proliferare.

Sull’isola sorge il Palazzo Borromeo, che qui è più che altro una villa di famiglia piuttosto che un palazzo di rappresentanza: piccolo e raccolto, circondato dal rigoglio della natura, è un luogo così ameno che ci convincerebbe a restare per qualche mese in ritiro creativo. Parte dell’incredibile fascino di questo luogo è probabilmente dovuto all’enorme cipresso del Cashmir che troneggia lì accanto. I suoi semi furono importati nel 1692 dall’Himalaya e da allora crebbe e crebbe finché, nel 2006, alla veneranda età di oltre trecento anni, fu abbattuto da una terribile tromba d’aria. Immediatamente si avviò un’operazione di amorevole recupero ed oggi il cipresso è ancora lì, saldamente ormeggiato da cavi metallici e nutrito dalle cure attente dei giardinieri dell’isola e dagli sguardi ammirati dei visitatori.

Io ho preferito Isola Madre perché: è un po’ selvatica e ruvida, è rivolta verso l’interno, verso il suo meraviglioso nucleo che resta nascosto tra le fronde; la villa è immersa nella natura e compenetrata da essa. La sensazione di immersione ed equilibrio tra uomo e natura qua si percepisce in maniera molto armoniosa, senza che l’uno prevarichi l’altra. Anche gli animali, che pure lì ci saranno stati portati ad un certo punto, sono tranquilli e liberi e hanno eletto questo luogo a loro dimora prescelta piuttosto che soltanto imposta.

Isola Superiore o dei Pescatori

La tappa all’isola dei Pescatori è un po’ una fermata nella “Terra di mezzo”: è un’isola di ristoranti e negozi e niente più. Ci sono ristoranti per tutte le tasche e per tutti i palati e c’è anche qualche bell’angolo in riva al lago per gustarsi un pranzo al sacco, volendo. I negozi vendono per lo più cianfrusaglie, anche se tra i tanti banchetti turistici si trova qualche rara bottega di artigianato. Noi abbiamo pranzato al ristorante Casa Bella: l’atmosfera sulla terrazza del rooftop è incredibilmente piacevole, i piatti interessanti con un paio di scelte vegetariane e parecchie senza glutine. Il personale è gentile e il conto coerente con la qualità del cibo e con la location.

Aperitivo panoramico

Per concludere al meglio la giornata, ci siamo goduti un romantico e rilassante aperitivo in una location davvero esclusiva: lo Skybar di Stresa, un raffinato rooftop bar affacciato sul lago Maggiore. I signature drink sono armoniosi e squisiti, la musica crea un’atmosfera molto “smooth” e il sole vi accarezza la nuca mentre la brezza trasporta i profumi del lago e della primavera. Ma quel che la fa da padrone, qui, è lo splendido panorama: lo sguardo può seguire le acque del lago fino alla Svizzera nelle giornate più limpide, oppure soffermarsi ad ammirare le isole Borromee proprio lì accanto.

Come raggiungere le isole e altre informazioni pratiche

Per raggiungere le isole potete utilizzare i battelli e traghetti di linea oppure affidarvi a una delle tante compagnie private. Le compagnie private hanno orari più frequenti anche se sarete legati al loro itinerario. Se, invece, vi piacerebbe scegliere liberamente l’ordine e l’orario per visitare le isole, e magari vorreste anche aggiungere qualche tappa inusuale alla navigazione, un’opzione alternativa può essere noleggiare una barca privata e vivere il lago “da divi”.

È consigliabile pre-acquistare il biglietto online sul sito Terre Borromeo: sono disponibili biglietti singoli o cumulativi. Piccola nota personale: a Stresa vi è anche il Parco Pallavicino… non fatevi trarre in inganno perché non si tratta di giardini botanici bensì di un parco zoologico – e sapete come la pensiamo sugli animali reclusi in gabbie: non dovrebbero esistere.



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4 commenti su “Cosa vedere sul Lago Maggiore: le isole Borromee

  1. Isole Gioiello davvero!

    A Isola Bella ci sono stata diverse volte, mentre nelle altre, solo una per Isola!
    Mi sa che è arrivata l’ora di tornarci
    Grazie per averne parlato!

    Un abbraccio e a presto.

    Mimì

  2. Vivendo vicino bazzico spesso per queste zone e conosco le Isole quasi a memoria! Ogni volta che viene un parente o un amico a trovarmi lo porto lì perchè sono una garanzia…
    Belle davvero! La mia preferita rimane Isola Bella, penso che sia suoer romantica.. Per mangiare invece Isola dei Pescatori!

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