Giappone off the beaten path: una settimana in Hokkaido

L’Hokkaidō in una settimana ci ha regalato tutto: il momijigari e la prima neve, serate in izakaya e notti in futon, terme all’aperto, paesaggi incredibili, tanto buon cibo e konbini a più non posso.

Perché andare in Hokkaidō in autunno

L’autunno in Giappone è un po’ speciale: è il momento del momijigari, la “caccia alle foglie rosse”. In Hokkaidō, l’isola più a nord del Giappone, è qualcosa di più: kanpukai, “andare insieme a vedere le foglie”, un momento speciale in cui si assapora lo scorrere delle stagioni, insieme. Le foglie cambiano colore in un tripudio di sfumature – il rosso degli aceri, il giallo dei ginko – e mentre la natura si trasforma le persone si fermano a contemplarne la bellezza.

La nostra mappa dell’Hokkaidō meridionale

L’itinerario perfetto di una settimana in Hokkaidō

Sapporo –> Hakodate –> Onuma-Quasi National Park –> lago Toya –> Usu –> Noboribetsu –> Jozankei –> Sapporo.

Giorno 1 – Sapporo, l’autunno, le patate dolci

Appena arrivati a Sapporo (è ormai tardo pomeriggio), ci dirigiamo svelti al festival della patata dolce, chiamato “Sapporo Yakimo Terrace”, che si tiene al Parco Nakajima. Arriviamo appena in tempo per comprare una delle ultime patate dolci arrosto: l’interno è morbido, caldo e dolce, lo snack perfetto per questa serata d’autunno. Nel Parco Nakajima si tiene anche un evento di illuminazione delle foglie autunnali, quindi passeggiamo nel parco ammirando il foliage. Concludiamo il nostro primo giorno in Giappone nella maniera più giappa in assoluto, cenando in izakaya.

Giorno 2 – dolcetti per strada, Hakodate, ancora foliage

Ci dirigiamo verso sud e lungo la strada facciamo tappa in un negozio di dolci a Yakumo, per assaggiare un dolcetto chiamato monaka, che qui viene preparato a forma di orso e con un ripieno di castagne. Rifocillati per benino, arriviamo ad Hakodate, dove visitiamo il forte Goryokaku. Ci fermiamo poi ad assaggiare il tipico shio ramen, un ramen il cui brodo, leggero e trasparente, è a base di sale (senza salsa di soia). Nel pomeriggio ci spostiamo verso la Bay Area e Motomachi; avremmo voluto salire fino al monte Hakodate, dove pare ci sia un bel panorama sulla città, ma purtroppo la ropeway è chiusa. La sera è (di nuovo) dedicata all’autunno grazie al Festival MOMI-G, nel Kosetsuen Park.  

Giorno 3 – pioggia e vento al parco Onuma e il relax nel ryokan

Iniziamo la giornata con una camminata nel parco Onuma Quasi-National Park, sferzati da pioggia e vento ma immersi nei colori autunnali: l’atmosfera è unica. Dopo un tentativo fallito di vedere i salmoni risalire il fiume Moheji e una tappa al Museo della Patata Danshaku, arriviamo al ryokan Ginkonyu. In questo (come in altri) ryokan il tempo è scandito da piccoli riti tradizionali: ci immergiamo nell’acqua bollente del rotenburo (una vasca all’aperto) sulla riva del fiume, tra le foglie rosse degli aceri, restiamo a mollo finché la pelle non inizia a raggrinzirsi. Poi indossiamo yukata (una sorta di kimono in cotone) e tabi (i tipici calzini bipartiti) e ci incamminiamo scalzi sui tatami del ryokan. Ci aspetta una cena kaiseki: non si tratta solo di un’esperienza gustativa, ma di una vera e propria celebrazione delle materie prime stagionali prima che coinvolge i 5 sensi. Belli satolli, ci addormentiamo stesi nei futon.

Giorno 4 – il ginko centenario, il vulcano, la valle dell’inferno

Al risveglio ci attende un altro banchetto, quello della colazione tradizionale giapponese: pesce alla griglia, zuppa di miso, insalata, uovo poché, contorni vari e l’immancabile bottiglietta di probiotici. È a malincuore che salutiamo i ryokan. Onestamente, una delle migliori esperienze in ryokan delle nostre tante volte in Giappone. La prossima tappa è il Lago Toya, che troviamo incredibilmente deserto e desolato. Facciamo una passeggiata sulle rive del lago, cerchiamo invano un posto per pranzare e alla fine ci ritroviamo a mangiare in auto cibo da konbini. Ripieghiamo allora verso Usu, per riempirci gli occhi del giallo potente di un ginko centenario al tempio Usu Zenkoji. Prima che cali il sole, saliamo ancora con la funicolare sul monde Usu: la luce morbida accarezza le inflorescenze piumose del susuki. Siamo nel posto giusto al momento giusto. In serata, poi, raggiungiamo Noboribetsu: alloggiamo in un grande stabilimento termale tipico. La chicca è essere a pochi passi dalla famosa “Valle dell’Inferno” (Jigokudani) che di notte viene illuminata in maniera super scenografica: con le luci fioche che illuminano il vapore che sale dal terreno sembra di essere su un altro pianeta.

Giorno 5 – Noboribetsu

Apriamo la giornata con la visita a Noboribetsu Jigokudani, che non delude neppure in versione diurna. Dopo pranzo, ci avviciniamo a Sapporo facendo un paio di tappe nella zona di Eniwa (deludenti). Ci sistemiamo nel nostro alloggetto di Sapporo, ceniamo in izakaya e ci concediamo un piacevole dopo cena in un bel cocktail bar in stile speakeasy.

Giorno 6 – Sapporo con la prima neve dell’anno

Ci svegliamo sotto la prima nevicata dell’anno! La giornata dedicata alla città di Sapporo: iniziamo con la Hokkaido University Gingko Avenue, un viale di alberi di ginko che oggi troviamo sotto la neve, è davvero magico. Poi ci spostiamo all’Hokkaido Jingu, assaggiamo il fukuremochi (una sorta mi mochi piastrato) nella casa da tè del tempio, gironzoliamo al Parco Odori, guardiamo Torre dell’orologio e infine ci dirigiamo al Museo delle birra Sapporo. A pranzo mangiamo un miso ramen squisito e dopo cena facciamo una degustazione di whiskey locali da Nikka.

Giorno 7 – Jozankei e altro Sapporo

Piccola gita fuori porta a Jozankei: il luogo sarebbe perfetto per ammirare il foliage – è una località termale con un ponticello rosso sul fiume, insomma, un panorama da cartolina. La neve però ha fatto ormai cadere le ultime foglie autunnali. Dopo una passeggiata nella neve, rientriamo a Sapporo per assaggiare il soup curry tipico, più liquido rispetto al normale curry giapponese, e anche più buono (secondo noi). Trascorriamo il resto della giornata a passeggiare in città e curiosare nei negozi.

Giorno 8 – dintorni di Sapporo

Sulla via per l’aeroporto, facciamo ancora tappa al piccolo tempio Sapporo Fushimi Inari e alla Hill of the Buddha, una collinetta artificiale da cui spunta la testa di una enorme statua di Buddha costruita al suo interno. Poi è ora di andare in aeroporto e tornare in Italia.

I must del viaggio

Alcune cose non possono mancare in un viaggio in Giappone: le trovate qui elencate tra i must giappi insieme ad un must specifico dell’Hokkaidō

  1. Partecipare ad uno degli eventi stagionali: noi abbiamo partecipato a due festival d’autunno e alla fiera della patata dolce
  2. Bere/mangiare in una izakaya
  3. Soggiornare in un ryokan tradizionale con onsen, ancora meglio se all’aperto
  4. Visitare Noboribetsu Jigokudani di notte

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