Taj Mahal

Riflessioni sull’India: cosa aspettarsi durante e dopo il viaggio

Inizierò con un’ovvietà: l’India fa riflettere. Un viaggio in India è qualcosa che deve prima maturare, poi sedimentare. Viaggiare in India significa ricevere tanto bello e tanto brutto, significa riceverli insieme, uno accanto all’altro, ed è impossibile scindere i due aspetti.

Ciò che mi ha lasciato più interdetta è che loro non sembrano accorgersene. Non credo sia soltanto abitudine o degrado, è come se le cose di questo mondo fossero effimere. Ecco, sì, effimere. Come se il mondo esistesse in più dimensioni, quella tangibile e quella intangibile, quella di adesso e quella eterna senza tempo. Qui e oggi può esserci un mucchio di pattumiera, ma questo non influenza in minima parte l’essenza delle cose. Vivono come trascurando il qui e l’ora, eppure così amalgamati con essi. Un approccio che sembra diametralmente opposto a quello dei Giapponesi, ad esempio, che attraverso la cura per ogni dettaglio fondono il proprio spirito con il divino. Gli indiani che ho incontrato camminano accanto a fogne a cielo aperto, ai volti invisibili dei rifugiati bengalesi, a roba che marcisce e a mucche che la mangiano, e sembra che vada tutto bene. Voglio dire: la mucca è sacra, no? Perché lasciarle mangiare l’immondizia? Eppure va bene così perché questo degrado, la povertà, la bruttura, non hanno assolutamente nessun peso, perché l’obiettivo ultimo è attraversare tutte le reincarnazioni per non reincarnarsi più, per trascendere finalmente tutto questo “fisico” e vivere di sola anima.

Itinerario in Rajasthan e Uttar Pradesh per first-timers e non

Il viaggio in India non è stato un viaggio in stile “gudu”: Leo non ha potuto partecipare, purtroppo, non poteva assentarsi dal lavoro. È stato, invece, un viaggio targato Travel Blogger Italiane: siamo partite in quattro alla scoperta delle regioni del Rajasthan e dell’Uttar Pradesh grazie ad una collaborazione con Racconti di Viaggio Online e Mente in Viaggio. L’itinerario #IndiaTBI2023 ci ha portato in Rajasthan e Uttar Pradesh, attraverso alcune delle città più belle della zona:

  • Delhi, caotica e super trafficata
  • Mandawa, famosa per i bellissimi haveli dipinti
  • Jodhpur, con il magnifico forte e le case blu
  • Pushkar, dove troverai il tempio di Brahma più antico al mondo (e uno dei pochi)
  • Jaipur, con il famosissimo Palazzo del Vento
  • Agra, dominata da lui, Taj Mahal

L’itinerario ha richiesto 9 giorni e siamo state accompagnate per tutto il tempo da una guida che ci ha permesso di avvicinarci e comprendere la cultura indiana, di mangiare ai banchetti del mercato senza beccarci la diarrea del viaggiatore (!), di scoprire l’induismo e di interagire con le persone.

Il bello dell’India: i tre luoghi che più mi sono piaciuti

In pole position, ovviamente, il Taj Mahal. Maestoso, di un candore accecante, è sulla Terra ma sembra appartenere al Paradiso. Tagore, il poeta, descrisse il Taj Mahal come “una lacrima di marmo ferma sulla guancia dell’eternità”, facendo riferimento al dolore e all’amore che ne ispirarono la costruzione.

Taj Mahal, India
Taj Mahal

Una chicca che davvero non puoi perderti e che è ancora sconosciuta alla maggior parte dei turisti è Mandore Garden, un imponente complesso di edifici in stile vagamente cambogiano appena fuori Jodhpur. Mi è piaciuto perché c’era quiete, silenzio, bellezza, spiritualità.

Mandore Garden
Mandore Garden

Ultimo punto di interesse che ti voglio segnalare è Chand Baori, un impressionante pozzo a gradoni che si trova nella città di Abhaneri, non lontano da Jaipur. È uno dei più profondi e antichi di tutta l’India: risale al X secolo ed è profondo 30 metri. Su uno dei quattro lati del pozzo sorgeva un palazzo: l’acqua del pozzo non ne allagava le stanze grazie ad un sistema di valvole di non ritorno e contribuiva a mantenere fresche le stanze del palazzo.

Chand Baori
Chand Baori

Il brutto dell’India (e non solo dell’India)

La sporcizia dappertutto, il degrado, la povertà buttata per strada nell’indifferenza. Ecco le prime cose brutte che colpiscono forte e chiaro. Più ci si avvicina ai luoghi turistici, maggiore è il senso di oppressione che si percepisce. Attorno ai monumenti più famosi in certi casi è stata fatta un po’ di pulizia, ma è una pulizia di facciata perché due strade più in là nelle isole del traffico i bambini nudi si lavano nelle pozzanghere.

Se nei luoghi meno turistici le persone sono più cordiali ed educate, a mano a mano che si gravita attorno a Jaipur, Agra, Delhi, ecco che diventano insistenti, maleducati, abbrutiti. Gli animali vengono sfruttati per il “divertimento” dei turisti. Sì, in India praticamente qualunque essere vivente è sacro, eppure gli elefanti vengono tenuti alla catena per far fare la fotografia ai turisti, i cammelli trascinano carretti su dune posticce, i cobra escono dai cesti al richiamo del flauto e chi più ne ha più ne metta.

Attenzione anche alle trappole per turisti, a chi ti assalirà per venderti ottocentosettanta volte lo stesso magnete, a chi ti chiederà di dargli euro solo perché li hai, a chi sbatterà i bambini contro i finestrini del bus in movimento per farsi dare soldi che non serviranno a sfamare o istruire o a restituire l’infanzia. La nostra guida ci ha spiegato che per lo più dietro questo accattonaggio si celano lo sfruttamento dei bambini e i maltrattamenti. Se vuoi aiutare davvero, rivolgiti ad un’associazione benefica oppure chiedi a chi vive in loco.

Cosa avrei aggiunto con il senno di poi

Da amante della natura e dei panorami, avrei aggiunto probabilmente una tappa nel deserto del Thar, magari trascorrendo una notte nel deserto, oppure una tappa nel parco naturale Ranthambore, per un safari fotografico alla ricerca delle tigri.


Hanno viaggiato con me:

Paola di Pasta Pizza Scones

Cristina di Vi Do il Tiro

Marina di Maraina in Viaggio

Ti consiglio di seguire i loro canali dove trovi e troverai tantissime informazioni e racconti sull’India.


8 commenti su “Riflessioni sull’India: cosa aspettarsi durante e dopo il viaggio

  1. Chand Baori è davvero impressionante… mi hai fatto incuriosire con Mandore Garden che invece non conosco. Per quanto riguarda le brutture dell’India, purtroppo, ci sono diverse aree del mondo ove questo si percepisce, diciamo che in India non c’è “l’ipocrisia” del nasconderlo e le “brutture” sono meno “ghettizzate”

    1. Mandore è stata una vera e propria chicca! Siamo state fortunate ad avere con noi una guida che ha capito i nostri interessi e ci ha portato all’interno di un’India meno turistica e ancora più affascinante

  2. Mi trovo d’accordo su tutto ciò che scrivi, ed è molto interessante il discorso che fai sul fatto che non si curano dell’ambiente che hanno intorno, perché non gli interessa in quanto sono vite “in transito”, in qualche modo. Proprio ieri riguardavo le foto al Galta Ji, al tempio delle scimmie, dove abbiamo visto situazioni di sporcizia e degrado (ai nostri occhi, evidentemente) inenarrabili.

    1. La sensazione che ho avuto è che gli indiani sembrano “trascendere” la miseria che hanno attorno, si tratti dell’indifferenza per l’immondizia davanti alla loro stessa casa o della completa assenza di compassione che ho visto da parte loro nei confronti di tanti mendicanti. Forse il “segreto” è che per loro questa realtà, alla fin fine, conta poco nel grande disegno della vita

  3. Virginia, con questo articolo hai espresso quello che è stato anche il nostro stato d’animo tornati dal viaggio, i “perchè” di tante situazioni che con un po’ di buon senso e volontà potrebbero essere risolte!

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