cosa vedere ad Ayutthaya

Bangkok: assaggio di Thailandia in 3 giorni (include Ayutthaya)

C’è quel caldo umido che ti fa appiccicare i vestiti addosso. Ci sono tetti ricoperti d’oro. Scooter che sfrecciano ovunque. Fumo che sale dalle strade, ceste piene di chissà che. È agosto, e siamo a Bangkok. D’accordo, andare ad agosto forse è un po’ una sfida, forse è un po’ una follia. Il nostro tempo a Bangkok è breve, tre giorni appena, perché poi dobbiamo partire per la Cina. Ma la spremiamo questa città, fino all’osso.

Il meglio di Bangkok (secondo noi)

Le due vere e proprie perle di Bangkok sono il Wat Pho e il complesso del Palazzo Reale, situati a poca distanza l’uno dall’altro. Ti consigliamo di andarci presto al mattino per evitare le comitive di turisti e assaporarne l’atmosfera.

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Palazzo Reale
wat pho bangkok
Il Buddha sdraiato di Wat Pho

Il Palazzo Reale lascia senza fiato appena superati i cancelli: edifici dai tetti d’oro completamente decorati, un tripudio di colori luccicanti al sole, i campanelli appesi ai tetti fanno risuonare il loro dlon per tutta la corte. La parte più impressionante è il Wat Phra Kaew, il “tempio del Buddha di smeraldo”, una serie di edifici religiosi uno più bello dell’altro. All’interno di uno di questi edifici è custodita una statua in giada che rappresenta Buddha seduto nella posizione del loto. La statua indossa abiti d’oro che vengono cambiati dal re in persona ad ogni stagione.
Altrettanto stupefacente è il Wat Pho, poco distante. E stupefacente lo è soprattutto la gigantesca statua del Buddha sdraiato lunga 46 metri e alta 13 metri, interamente ricoperta d’oro e con occhi in madreperla.

L’ultimo scalino del podio è per la Bangkok “a margine” dei luoghi famosi: ad un certo punto prendi e fai un tratto a piedi, più o meno lungo. Cammina piano e osserva le persone attorno a te, i negozi, i ristoranti. La gente che al mattino che fa colazione da un carretto. La signora che inanella un fiore dopo l’altro per farne una piccola collana da offrire al tempio. L’uomo che spinge un carretto carico di frutti mai visti. Le barche piatte che passano lente sul fiume. Sacchi di cipolle enormi. Questa è la Bangkok su cui spesso i turisti non si soffermano, ma che è si sente pulsare nell’aria.

Ayutthaya: la gita di un giorno che vale il viaggio

Bangkok e dintorni cosa vedere
Wat Phra Si Sanphet
il meglio di Ayutthaya
Wat Chaiwatthanaram,

Perché, con soli tre giorni, abbiamo deciso di dedicarne uno intero per andare fino ad Ayutthaya? Beh, perché è un luogo incredibile. Ayutthaya era l’antica capitale del Siam e conserva ancora oggi edifici straordinari e un’atmosfera un po’ mistica. L’area archeologica è enorme, per visitarla tutta ci vorrebbero giorni, così bisogna scegliere. Il sito che ci ha colpito di più, anche se più piccolo e “semplice” degli altri, è Wat Lokkayasutha, famosa per la gigantesca statua del Buddha sdraiato, che ne rappresenta gli ultimi momenti di vita. L’enorme statua è drappeggiata con un velo arancione, gli occhi chiusi sorridenti come le labbra: la forza evocativa di questa immagine è indicibile.

Il sito di Wat Chaiwatthanaram, adagiato sulle sponde del fiume Chao Phraya, è un impressionante tempio costruito nel XVII secolo. La sua struttura è costituita da cinque prang (torri): il prang centrale, più alto (raggiunge ben 3 5m), rappresenta il Monte Meru, montagna sacra per induismo e buddhismo, ed è circondata da altri quattro prang disposti tutt’attorno a formare un quadrato. Lo stile di questo tempio ricorda un po’ gli edifici khmer cambogiani di Angkor Wat.

Altrettanto maestoso è Wat Phra Si Sanphet, “Tempio Sacro dello Splendido Onnisciente”, che fu il tempio più sacro di Ayuttahya, così bello da servire da modello per la costruzione del Wat Phra Kaew di Bangkok. Non ne resta molto, purtroppo, poiché fu raso al suolo dai birmani; tuttavia, i tre chedi (stupa in thailanese) ancora in piedi restano immobili mentre nuvole e anni scivolano sopra di loro.

L’ultimo sito che abbiamo visitato è il Wat Mahathat, famoso per la testa avvolta dalle radici di un banyan tree: se ciò che ci ha raccontato la guida è vero, la testa cadde ad alcuni ladri che tentarono di rubare le statue del tempio; essendo troppo pesante, finirono per lasciarla lì dove, poco alla volta, fu inglobata dalle radici fino a diventare un tutt’uno con l’albero. Fragile e bella, l’unione di uomo e natura.

I mercati e lo street food: la nostra esperienza immersiva

Che Thailandia è senza almeno un mercato? Vero, ma… quale mercato? Il famoso mercato lungo la ferrovia di Mae Klong, dove i banchetti vengono ritirati al passaggio del treno? O forse il mercato galleggiante di Damnoen Saduak, dove farsi accerchiare da barchette che vendono ogni ben-di-dio? No, nessuno dei due. Noi non siamo “main stream”. Accompagnati da Pook ci addentriamo nel mercato galleggiante di Wat Saphan Ratchanaphruk, assaggiamo pancake ripieni di pandan, salsiccette piccanti e altre amenità; facciamo una tappa al tempio lì vicino, poi con una barca navighiamo tra i canali. Sbirciamo nella vita quotidiana delle persone: bambine che si fanno acconciare i capelli sull’uscio di case a palafitta, ragazzini che giocano con un pallone, un uomo su una barca che passa. C’è anche tanta immondizia ovunque, in questi canali. Ci fermiamo in una fattoria dove coltivano le orchidee, assaggiamo uno strano frutto chiamato bilimbi che normalmente si mangia intinto nel sale. Concludiamo con un pranzo thailandese al Khlong Lat Mayom: assaggiamo la tom yum, il pad krapow profumatissimo di holy basil e il mango sticky rice. Pook è così attenta che ne fa preparare una versione veg per me e per gli altri ospiti vegetariani. Tutto squisito.

floating market bangkok
Wat Saphan Ratchanaphruk floating market
street food Bangkok
assaggiamo il mango stcky rice

Altre cose belle da vedere/fare a Bangkok

mercati Bangkok

Il mercato dei fiori di Pak Khlong Talat, con tantissime bancarelle stracolme di fiori, verdura e frutta.


Il tempio del Buddha gigante, Wat Paknam; dopo aver salutato il mega-Buddha, entra nello stupa alle sue spalle dove è esposta una pagoda di vetro smeraldo alta 8 metri.

La casa di Jim Thompson, ex agente dei servizi segreti statunitensi che si reinventò imprenditore tessile e si costruì una casetta niente male.

Wat Saket, il tempio sulla collina dorata (che abbiamo beccato con i lavori in corso ovviamente)

Wat Traimit, il tempio del Buddha d’oro (quando ci siamo andati noi, non era accessibile all’interno per una cerimonia).

Di Bangkok non ci è piaciuto…

Per quanto famosissimo e per quanto il panorama non sia niente male, la salita sul grattacielo più alto di Bangkok, il King Power Mahanakhon, con il senno di poi ce lo saremmo risparmiato. Forse l’errore è stato andarci al tramonto, visto che era imballatissimo di persone con musica (brutta) a palla. Forse è che, alla fine, non siamo gente a cui piace salire sui grattacieli, vai a sapere.

Altro giudizio non favorevole per il Wat Arun: è bellissimo, ma nella nostra esperienza è bellissimo da lontano. Quando l’abbiamo visitato, c’era una calca di persone in abito thailandese con fotografo al seguito alla disperata ricerca dello scatto instagram perfetto. Un consiglio? Cerca di andarci di buon mattino, appena apre, molto probabilmente i visitatori saranno pochi e l’atmosfera sarà meno asfissiante.

Informazioni pratiche

Dove dormire a Bangkok

Ti abbiamo appena detto che il Wat Arun è bellissimo da lontano, giusto? Confermiamo. è stato poetico svegliarci e addormentarci con lo splendido tempio Wat Arun oltre la finestra del Riva Arun. Questo accogliente hotel (dove abbiamo soggiornato grazie ad una collaborazione), si trova sulle sponde del fiume, in una posizione perfetta non solo per godere della bellezza del Wat Arun ma anche per raggiungere comodamente a piedi i siti più belli di Bangkok. L’hotel è moderno e confortevole, arredato con linee semplici e colori naturali; il personale è gentile e molto disponibile, sono stati preziosi nell’aiutarci a recuperare i bagagli rimasti a Doha. La colazione viene servita sul rooftop, che di sera diventa la location perfetta per un aperitivo o una cena romantica.

hotel riva arun bangkok
la hall dell’hotel Riva Arun a Bangkok
view on War Arun temple
la colazione con vista sul rooftop del Riva Arun

Ristoranti e cocktail bar consigliati (da noi) a Bangkok

Per un cocktail come si deve in un locale elegante e un po’ anni Venti: The Bar at the House on Sathorn.
Per un pranzo thai cucinato a regola d’arte: TANA (ธนา).
Per assaggiare il miglior pad thai: Thipsamai (vari negozi in città).

Come spostarsi a Bangkok

In una parola: Grab! Grab è un’applicazione del tutto simile a Uber e affini, ma con un extra che la rende super fantastica: puoi prenotare una corsa su motorino! Ovvero, puoi sgusciare via nel traffico caotico di Bangkok che è un amore, senza perdere tempo con taxi o metropolitana, un fantastico servizio door-to-door con asciugatura del sudore incorporata. Eravamo un po’ timorosi al primo utilizzo (sarebbe stato difficile interagire con l’autista? saremmo arrivati a destinazione correttamente? avremmo rischiato la vita nel traffico?), ma ne siamo presto diventati fan. Dall’app inserisci la destinazione (che puoi verificare sulla mappa, così non ti sbagli), nel giro di poco un motorino accetta la tua corsa e vi incontrate nel punto prescelto. Riconoscerai il tuo motorino dalla targa, non puoi sbagliarti. Sali e via, con pochi baht e in un lampo sarai a destinazione senza bisogno di scambiare neanche una parola con l’autista (che spesso parla solo thai, tra l’altro). Se si rischia la vita? Beh, la vita no però… per noi è finita che il cappello di Leo “se l’è preso Bangkok” (hai capito bene, il casco è quasi sempre un optional, ma puoi farne richiesta).


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