Big Bench 49

Oncino: alla ricerca della Panchina Gigante #49 sotto la neve

Vi viene in mente un modo migliore di trascorrere un sabato pomeriggio d’inverno che non sia avventurarvi sotto una grossa nevicata alla ricerca di quella che probabilmente è la Panchina Gigante più isolata di sempre? Beh, a noi no! E quindi eccoci ad Oncino, Piemonte, alla ricerca della Big Bench #49!

abeti in inverno

Oncino: dove si trova e cosa c’è da vedere

Il borgo di Oncino si trova a 1200 m slm, in Alta Valle Po, in una valle laterale chiamata Valle Lenta, dal nome del ruscello che vi scorre. Per raggiungerla bisogna percorrere una strada piuttosto tortuosa che in inverno è pure discretamente ghiacciata, quindi guidate con cautela. La vetta del Monviso è a un palmo di mano e sorveglia sorniona il paesello. Ad Oncino la vita scorre lenta come il ruscello che lo bagna: non c’è folla, si assapora la montagna così com’è. In estate, molti sentieri offrono escursioni per tutti i polpacci, ma anche percorsi per mountain bike. In inverno, il borgo si spopola e diventa quasi un borgo fantasma. La neve lo ricopre candida e l’atmosfera diventa magica. In certe annate vengono organizzati i mercatini di Natale, tra i più belli del Piemonte. Sembra di ritrovarsi nel villaggio di Babbo Natale passeggiando tra i banchetti, sorseggiando vin brulé, fermandosi ad ascoltare i musicisti di strada che si esibiscono.

Noi alla Panchina Gigante #49

Questa panchina è stata costruita dal Gruppo Alpini di Oncino nel 2018. Si trova a una mezz’ora di sentiero dal borgo di Oncino, in località San Giacomo, ed è gialla. Raggiungerla in inverno è un po’ più “challenging” che in estate, soprattutto se ci sono -7°C e quasi un metro di neve. Dopo aver gironzolato nel borgo, ci dirigiamo verso San Giacomo. Il sentiero sale piuttosto dolcemente attraverso una pineta. La neve è ghiacciata, quindi riusciamo a camminare agevolmente con gli scarponi anche senza le racchette da neve. L’atmosfera è incredibilmente suggestiva: la neve ammanta gli alberi, c’è una nebbia bianca che a tratti si addensa e si dirada. Dai pini la neve scivola giù come fosse farina ad ogni folata di vento. Fa freddo ma è un freddo secco, non fastidioso, e noi comunque siamo ben equipaggiati con abiti pesanti e impermeabili. Arriviamo dopo circa 45 minuti alla Big Bench #49: è ovviamente ricoperta di neve. Ci arrampichiamo sulla panchina: il panorama è nullo, si fa fatica a distinguere il bianco della neve dal bianco della foschia. Ridiamo, ci tiriamo le palle di neve, scendiamo. A breve distanza dalla panchina ci sono i resti di una vecchia chiesa: ci sbirciamo dentro, c’è solo neve sulle pietre. E niente, torniamo sui nostri passi prima che la nebbia ci inghiotta mentre la neve ricomincia a scendere.


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panchina gigante piemonte

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