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Itinerario a La Palma, l’isola più selvaggia delle Canarie

L’isola di La Palma è uno straordinario miscuglio di paesaggi ed ecosistemi. È selvaggia, fuori dalle rotte turistiche e nasconde luoghi assolutamente meravigliosi. Non ha nulla a che vedere con le immagini che normalmente si associano alle Canarie: è verde, rigogliosa e boscosa, è umida e fresca. Il mare straordinariamente blu si infrange in bianche capriole sulle spiagge nere o si rompe con alti spruzzi contro rocce altrettanto nere. È un luogo ideale per gli amanti delle camminate: ci sono sentieri per tutte le gambe e la rete escursionistica che attraversa l’isola permette di effettuare trekking anche di più giorni.

Cosa vedere a La Palma: la mappa secondo noi

Porís de Candelaria

cosa fare a la palma

Uno dei luoghi che ci ha lasciato più a bocca aperta sull’isola di La Palma è questo minuscolo villaggio di pescatori nascosto in una grotta sul mare. Si trova sulla costa occidentale e il percorso per raggiungerlo è molto molto panoramico e tortuoso: dalla cittadina di Tijarafe si imbocca una stretta strada che scende ripida e attorcigliata giù dalla scogliera affacciandosi su un mare dal color blu intenso. Arrivati al parcheggio un breve tratto di lastricato (scivoloso e sconnesso) porta giù fino al mare. Quando arriviamo noi è mattina, nel parcheggio c’è una sola auto e un furgone da muratore, tutt’intorno non si vede nessuno, l’unico suono è quello fragoroso delle onde. Scendiamo lungo il sentiero e ad un tratto ecco che sbuca da dietro una roccia: Porís de Candelaria, un gruppetto di casupole bianche arrampicate sulla roccia per non farsi bagnare dalle onde del mare. Si trova dentro una grotta, chissà se fu rifugio di tesori di bucanieri o più probabilmente funse da base per i pescatori… Camminando tra le case (alcune in via di ristrutturazione, ecco spiegati i muratori) e le barche tratte in secca ci affacciamo curiosi a sbirciare nello spiraglio di una porta o dietro una tenda: non c’è anima viva, ma qua e là ci sono piatti ad asciugare sul lavello, un tavolo con la tela cerata floreale, un canovaccio. Osserviamo il mare e il cielo attraverso le rocce e ci viene da chiederci se chi ha deciso di addormentarsi qui per la prima notte si sia sentito al sicuro o invece pericolosamente preda dei capricci del mare. Oggi le onde sono schiumose e allegre, l’acqua è invitante e sorridente; ma immagina di trovarti in questa grotta durante una tempesta, con la marea che sale e grossi cavalloni pronti a sbatterti contro una qualsiasi di queste rocce così fotogeniche… Sarà stato anche per difendersi dalla furia di Poseidone che i fedeli spagnoli posero un effige della Madonna a protezione della grotta.

A Porís de Candelaria si può arrivare anche a piedi, tramite un sentiero di trekking di circa 10 km con un non trascurabile dislivello di oltre 800 m, oppure via mare, con escursioni in barca in partenza dal porto di Tazacorte e che includono spesso anche esperienze di whalewatching e la tappa a due grotte vicine accessibili solo dal mare.

Ruta de los Volcanes

La Ruta de los Volcanes è uno straordinario percorso di oltre 20 km all’interno del Parco Naturale Cumbra Vieja: si percorre la dorsale vulcanica dell’isola, passando da un cratere all’altro un po’ come se si seguissero le vertebre di un grosso drago sputafuoco addormentato. L’intero percorso, come dicevamo, è lungo 23,5 km e, partendo dal Refugio El Pilar, dopo una prima salita di 5-6 km ed un dislivello di circa 800 m, per i successivi chilometri digrada fino al mare. Si tratta di un percorso one-way (a meno che vi stiate allenando per la ironman, visto che il dislivello totale è di qualcosa come 1900 m!) e quindi bisogna organizzarsi per tornare indietro in taxi o con i mezzi pubblici (che però non sono molto frequenti). In alternativa è possibile (come abbiamo fatto noi) percorrere solo un tratto del sentiero e poi tornare indietro sui propri passi. Sì, ma perché cuccarsi quella prima salitaccia per poi tornare indietro? Beh, perché suddetta salitaccia vi porterà sopra-le-nuvole. Letteralmente. Ora, non siete obbligati a cuccarvi tutti i 5 km per godervi uno degli spettacoli più sbalorditivi di sempre. Vi basterà arrivare al Mirador del Brigoyo (dove abbiamo scattato la fotografia che vedete qui sotto) dove, tra i pini delle Canarie, si apre un panorama sulla valle sottostante: le nuvole, spinte dall’onnipresente vento, si scontrano con le montagne e le superano scivolando come una cascata candida. Difficile spiegarlo a parole, ma vi assicuriamo che è uno spettacolo unico. Se non ci credete, guardate il video che trovate in calce all’articolo e poi diteci se avevamo o non avevamo ragione!

All’inizio del sentiero ci siamo trovati ad attraversare la foresta in una nebbia umida e fredda, ma dopo poco le nuvole in cui eravamo immersi si sono progressivamente diradate per lasciare spazio al sole. Similmente i pini si sono fatti via via più radi e la terra più brulla, fino a trasformarsi un un paesaggio vulcanico, desolato e bellissimo. Il percorso tra i pini è splendido e permette di assaporare i profumi della natura.

Giunti in punta, nelle giornate limpide, volgendo lo sguardo a sud-est si possono scorgere il Teide e l’isola di Tenerife. Consigliamo anche la breve deviazione verso Nambroque per ammirare la cascata di nubi da un’altra prospettiva.

Bosco di Los Tilos

bosque los tilos

La Palma è un’oasi di biodiversità racchiusa in meno di 700 kmq. Nell’area nord-est dell’isola c’è una foresta di laurisilva, cioè un bosco di piante di alloro! Los Tilos è uno dei pochi luoghi al mondo dove è possibile osservare questo tipo di vegetazione. Noi abbiamo percorso un sentiero che conduce alle Nacientes di Marco y Cordero, sorgenti che furono incanalate e convogliate in in una sorta di rudimentale acquedotto. I canali oltrepassano la montagna attraversando 13 gallerie di diversa lunghezza e ampiezza. La galleria più lunga misura quasi 350 metri, alcune sono basse e strette tanto da consentire appena appena il passaggio. Nelle gallerie è buio pesto, avanziamo facendoci luce con la torcia che preventivamente avevamo portato con noi. Il tunnel più sorprendente, per così dire, è il penultimo: dal soffitto ci investono ruscelli d’acqua. L’effetto scenografico è suggestivo, niente da dire, anche se usciamo parecchio umidi nonostante le mantelle antipioggia (correggo: io esco con i pantaloni zuppi, mentre Leo è stato appena spruzzato…). In alcuni tratti del sentiero all’uscita delle gallerie si aprono visuali mozzafiato sulle montagne e sulla foresta.

Per percorrere il sentiero è conveniente farsi portare in taxi 4×4 alla Casa del Monte: da lì il percorso è quasi tutto in piano. Originariamente dopo aver raggiunto le sorgenti il sentiero proseguiva in discesa fino al centro visitantes di Los Tilos, ma recentemente c’è stata una frana che blocca il percorso poco dopo le cascate: è quindi necessario tornare indietro sui propri passi fino al punto in cui avrete lasciato l’auto. Il tratto di discesa tra Casa del Monte e la carrozzabile è un disagio di fanghiglia scivolosa, umidità, sudore, menischi che ci dicono bye-bye, fatica. A tratti arriva una sorta di allucinazione che ci fa credere di essere di nuovo in Costa Rica sul malfamato spezzagambe Cerro Chato. Quando raggiungiamo l’auto siamo sfiniti e rinunciamo a fare tappa all’Espigon Atraversado preferendo una doccia.

Roque de los Muchachos e astroturismo

roque de los muchachos

A La Palma si è ad un palmo dal cielo. Sì perché l’isola è stata dichiarata Reserva Starlight nel 2007, a seguito di una dichiarazione di intenti secondo cui “Il diritto a un cielo notturno incontaminato che ci permette di godere della contemplazione del cielo, deve essere considerato un diritto inalienabile dell’Umanità, paragonabile al resto dei diritti ambientali, sociali e culturali”. Il picco più alto dell’isola sfiora i 2500 metri di altitudine e si chiama Roque de los Muchachos. Proprio qui si trova uno degli osservatori astronomici migliori al mondo. Non solo è straordinario ammirare la volta stellata con il baluginio della via lattea di notte, ma altrettando stupefacente è risalire la tortuosa strada di montagna che conduce a Roque de Los Muchachos. Sparsi sulla montagna, con un tavolo di nubi ai loro piedi, i telescopi osservano chissà quali meraviglie protetti nelle loro sfere d’acciaio. Grossi specchi scrutano il cielo e captano il più piccolo gossip dell’universo. Poiché siamo stati a La Palma in epoca COVID, non è stato possibile visitare l’osservatorio e neppure partecipare ad una delle tante attività di astroturismo. Questo non ci ha comunque impedito di uscire nel cuore della notte e starcene impalati con il naso all’insù rabbrividendo di meraviglia (e per per i 9°C esterni). Il cielo stellato di La Palma non ha avuto (per noi) lo stesso magico fascino del cielo del deserto omanita, ma vi consigliamo assolutamente di inserire nel vostro itinerario una serata di osservazione delle stelle (magari accompagnati da un astronomo con strumenti idonei).

Saline di Fuencaliente

saline di la palma

Proprio sulla propaggine meridionale dell’isola il paesaggio cambia ancora. La dorsale vulcanica che sostiene l’isola digrada fino al mare, brulla e battuta dal vento, e proprio quando giunge all’acqua si ricopre di riflessi rosati e di una spessa crosta bianca. Siamo alle saline di Fuencaliente, un altro dei luoghi dove i contrasti ripagano gli occhi, qui a La Palma. Ci sono il nero vulcanico della terra e il bianco granuloso dei mucchi di sale, ci sono decine di tonalità di rosa e beige nelle vasche che risplendono con i raggi del sole. Nei bacini ipertonici vive un piccolissimo crostaceo rosso, la cui caparbia resilienza ricorda in tutto e per tutto l’ostinazione di quel millimetrico invertebrato incontrato sui ghiacci andini. La produzione di sale è tuttora attiva e, oltre ad ammirare i riflessi del sole che si specchia nelle vasche salate, potrete acquistare il sale di La Palma per cucinare le papas arrugadas a casa.

Piscine naturali

piscine naturali la palma

Come in molte altre isole Canarie, anche a La Palma è possibile trovare piscine naturali splendide, in cui il mare si insinua creando piccoli bacini quieti accanto al tramestio delle onde dell’oceano Atlantico. Tra le piscine più belle di La Palma ci sono quelle di Charco Azul: si tratta di un’area attrezzata con scalette e funi, un’area con piscina artificiale e ombrelloni, bagni e un chiosco. Non abbiamo fatto il bagno perché appena un’ora dopo avremmo dovuto raggiungere l’aeroporto per spostarci a Lanzarote, ma abbiamo saggiato l’acqua con il piedino e non è esattamente calda! Si tratta di un luogo molto bello e suggestivo anche se non avete intenzione di entrare in acqua.

Informazioni pratiche

A La Palma è indispensabile, secondo noi, avere un’auto per potersi muovere in libertà per l’isola. Noi abbiamo noleggiato da Cicar e ci siamo trovati molto bene: procedure burocratiche snelle, assicurazione full e veicoli in ottime condizioni. Per i trekking solo andata sono disponibili, oltre ai mezzi pubblici, svariati servizi di taxi che possono portarvi/venire a prendervi agli estremi del sentiero; ad esempio, per raggiungere Casa del Monte per la nostra escursione alle Nacientes de Marco y Cordero abbiamo contattato Taxi en La Palma con cui ci siamo trovati bene.

Durante la nostra permanenza a La Palma (3 giorni – 2 notti) abbiamo sempre pranzato al sacco acquistando quotidianamente pane, companatico e frutta in un negozietto del paese in cui alloggiavamo. Per la cena vi consigliamo di andare assolutamente da La Gatera Gastro-bar: propone una cucina interessante, con piatti creativi o classici rivisitati, tutto assolutamente squisito! La seconda sera siamo invece andati a cena in un piccolo ristorante frequentato dai locali, chiamato La Placeta: piatti semplici ma sostanziosi a prezzi più che abbordabili.



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2 commenti su “Itinerario a La Palma, l’isola più selvaggia delle Canarie

  1. Che meraviglia, mi hai fatto sognare!! Quest’estate sono stata a Tenerife e trovo che ci siano molte similitudini con La Palma, seppur quest’ultima è molto meno turistica. E’ sicuramente in lista per il prossimo viaggio alle Canarie 🙂

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