i sentieri più belli d'italia

8 emozionanti sentieri da percorrere in Italia

Ecco a voi 8 emozionanti percorsi italiani raccontati dalle Travel Blogger Italiane: pronti a prendere appunti e a indossare i vostri scarponi migliori? E se, oltre a camminare, ti piace anche attraversare frontiere, non perderti l’articolo sui trekking più emozionanti del Mondo!

Il sentiero delle catene di Portofino (Liguria)

Testo e fotografia Stefania @ girovagandoconstefania

Il promontorio di Portofino è attraversato da numerosi sentieri che permettono un po’ a tutti di godere della sua bellezza. Quello che collega Camogli a Portofino è il più appagante per chi desidera camminare nella macchia mediterranea e godere di scorci unici.
Il sentiero delle catene è stato uno dei primi trekking che ho fatto quando mi sono approcciata a questa attività. Sono partita davvero alla grande con un percorso molto panoramico ma non banale che tocca luoghi incantevoli come i borghi di Camogli e Portofino, che non hanno bisogno di presentazione tanto sono famosi, e San Fruttuoso, dove si erge l’abbazia dell’IX secolo divenuta uno dei beni del FAI. Una volta raggiunta la località di San Rocco si può fare una deviazione per raggiungere Punta Chiappa con la scogliera fatta di ruvide rocce di conglomerato. Questo è il luogo perfetto per ammirare il borgo di Camogli e il Golfo Paradiso verso Genova. La camminata continua salendo verso la località Batterie dove sono rimaste le vecchie postazione della contraerea con le annesse strutture costruite durante la Seconda Guerra Mondiale per la visuale che offre su questo tratto costiero della riviera ligure di Levante.
Fin qui il trekking è facile ma la parte che richiede piede fermo e un poco di preparazione fisica è quella successiva che passa sulla scogliera di Cala dell’Oro. Il sentiero è attrezzato in tanti punti con catene per permettere di percorrerlo in sicurezza e questo rende il percorso affascinante tanto da venire considerato uno dei più bei trekking della Liguria. Questa parte è anche la più appagante per gli occhi perché, mentre si cammina immersi tra il verde della vegetazione con fioriture differenti nelle varie stagioni, in basso si vede il mare di un colore blu accesso che rivela la profondità del fondale.  Ogni tratto di questo sentiero regala nuove emozioni ed è un piacere per gli occhi mai paghi di tanti scorci incantevoli.
Una volta scesi a San Fruttuoso si prosegue verso Portofino risalendo tra i lecci che regalano una piacevole ombreggiatura, in alternativa si può tornare col battello. Il cammino prosegue con sali e scendi regalando altri bei panorami sulla costa e poi si vede l’inconfondibile profilo di Portofino dall’alto. Si chiude in bellezza l’escursione nel Parco di Portofino passando tra gli uliveti che ricordano come queste terre siano state in passato molto importanti per lo sviluppo dei paesi.

Trekking al Passo Giau, sulle Dolomiti (Veneto)

trekking al passo Giau

Testo e fotografia di Lara @Viaggia Corri Sogna

Fare il trekking ad anello del Passo Giau, vuol dire riempirsi, per circa 4 ore e mezza, gli occhi di meraviglia in tutto il suo percorso. Un’escursione di 11 km e 600 metri di dislivello, da rimanerne completamente affascinata.
Durante l’intero percorso, continuavo a guardarmi sempre attorno. Mi trovai di fronte a panorami unici tra verdi pini e rocce bianche, che sono un vero incanto per i propri occhi.
Si tratta di un anello che tocca tutti i punti più caratteristici di questa zona: 5 Torri, Rifugio Scoiattoli, Rifugio Averau fino a concludere in vetta al Rifugio Nuvolau.
È un percorso che mi ha lasciato incantata e senza fiato, e non per la fatica della salita, ma per il meraviglioso paesaggio che mi si è presentato difronte. Un panorama che abbraccia tutte le Dolomiti a 360°, dal Gruppo Sella, la Marmolada e le Pale di San Martino.
Il percorso, inoltre, non è particolarmente impegnativo, ma ricco di fascino ad ogni passo. Diciamo che ogni scusa era buona per fare una pausa per godermi il panorama o scattare qualche foto.
Per fare l’anello sono partita dal parcheggio del Passo Giau a circa 2.236 metri di quota, e mantenendo sempre la destra sul segnavia 443, sono arrivata alle Cinque Torri e poi al Rifugio Scoiattoli a 2.224 metri di quota. Un percorso dove si possono trovare anche delle marmotte.  Era la prima volta che le vedevo dal vivo e da così vicino. Merita fermarsi anche solo per ammirare questi animali, in mezzo alla natura, che fanno subito venire il sorriso.
Il percorso poi continua lungo il sentiero 439 raggiungendo il Rifugio Nuvolau a 2.575 metri di quota, passando prima per l’Averau.
Una volta raggiunta la vetta mi sono goduta l’incantevole vista sulla Tofana di Rozes, Civetta e Marmolada, uno scenario praticamente da cartolina, da non voler più scendere. Ma ad ogni cosa bella c’è sempre una fine. Quindi ripresi l’itinerario per il Rifugio Averau, seguendo il sentiero 452 e ritornando così al punto di partenza dalla parte opposta.
Per me rimane tutt’oggi uno dei trekking più incantevoli. Suggestivo e affascinate ad ogni stagione, con i colori vivi dell’estate ma anche con la vallata imbiancata che crea un effetto davvero magico.

La via degli Dei (Emilia Romagna e Toscana)

cammino degli dei

Testo e fotografia di Veronica @ Oggi dove andiamo?

Bologna, città d’Italia con i portici più estesi, è il punto di partenza di un percorso dietro il quale si cela un pezzo di storia incredibile. Firenze, città d’arte, il luogo d’arrivo. Davanti a noi 130 km da percorrere a piedi. A prima vista potrebbe sembrare un’impresa impossibile da affrontare, ma volere è potere: zaino in spalla e si parte!
La Via degli Dei è un itinerario che prende il nome dalle località che vengono attraversate: Monte Luario, Monte Adone… Si tratta di un tracciato storico che gli Etruschi e i Romani percorsero per sviluppare il proprio commercio, e che, successivamente, ha vissuto da vicino le vicissitudini della Seconda Guerra Mondiale.
Il percorso si può suddividere in una serie di tappe, da 4 a 6 a seconda dell’esperienza; non preoccupatevi, non è necessario essere dei camminatori esperti, ma, allo stesso tempo, dovete partire consci del fatto che vi possono essere dei tratti con dislivelli importanti e che le distanze e la fatica non vanno assolutamente presi alla leggera. Per questo motivo è importante partire ben attrezzati: cerotti, borraccia con acqua fresca e uno zaino da trekking bello leggero.
I paesaggi che si incontrano ripagano ampiamente la fatica.
Lungo il percorso vi sono molte strutture che propongono sia alloggio, sia la possibilità di ristorarsi con la cucina tipica dell’Appennino! Nell’ultimo tratto, le gambe potrebbero iniziare a cedervi, proprio all’altezza di Fiesole… è proprio in quei momenti che non bisogna mollare e bisogna persistere nel proprio obiettivo. Sebbene negli ultimi tempi il percorso sia molto frequentato, la presenza di altri camminatori vi permetterà di non essere mai soli lungo il cammino e stringere nuove amicizie. L’arrivo a Firenze porta con sé un’emozione indescrivibile… e una fame da lupi!

Il giro del Sassolungo tra Val di Fassa e Val Gardena (Trentino Alto Adige)

trekking sassolungo

Testo e fotografia di Raffaella @ Raf Around the World

Se ami la montagna e hai un buon livello di allenamento fisico, c’è un’escursione a cui non si può davvero rinunciare durante una vacanza in Val di Fassa o in Val Gardena: il giro del Sassolungo. Questa escursione ad anello percorre tutta la circonferenza del monte Sassolungo (e dell’annesso Sassopiatto) regalando splendide vedute sul gruppo del Sella, sulla Marmolada e sull’Alpe di Siusi. Insomma, sto parlando di uno degli itinerari più suggestivi delle Dolomiti!
A mio avviso, uno degli aspetti più belli di questa escursione è che ti trovi immerso in un paesaggio di alta montagna senza dover percorrere sentieri particolarmente impegnativi o pericolosi. Sia chiaro, in montagna il pericolo c’è sempre e un attimo di disattenzione può rivelarsi fatale anche lungo un sentiero elementare. Però io, che non amo molto i percorsi esposti e i tratti (anche se brevi) che richiedono doti arrampicatorie, mi sono trovata perfettamente a mio agio nel percorrere questo giro ad anello. Certo, alcuni tratti dell’itinerario richiedono maggiore impegno o attenzione rispetto ad altri, ma nell’insieme la difficolta più grande rimane la lunghezza. Con il mio passo lento e più o meno costante, ho impiegato otto ore, pause comprese, a terminare il percorso. Ma vuoi mettere le viste che ti si presentano ogni volta che cambi versante della montagna? Dei panorami incredibili e degli scorci così suggestivi che ho praticamente tenuto la macchina fotografica sempre in mano.
Venendo ai dettagli pratici, il giro del Sassolungo parte idealmente dal Passo Sella, dove si può parcheggiare in una delle aree adibite a tale scopo. Dal Passo Sella dirigiti si prende il famoso sentiero CAI 557 “Friedrich August” (Alta via dei Ladini) passando per il Rifugio Valentini e il Rifugio Salei e continuando una graduale salita molto panoramica. Una volta raggiunto il Rifugio Federico Augusto potrai procedere sullo stesso sentiero fino al Rifugio Sandro Pertini. Da qui il sentiero prosegue in leggera salita fino a una piccola selletta per poi discendere dolcemente verso il Rifugio Sasso Piatto. Si prosegue poi sul sentiero CAI 527 che scende gradualmente attraverso un bosco. Quando si arriva ad un bivio, si può decidere se salire allo scenografico Rifugio Vicenza in 15 minuti o se proseguire questa escursione ad anello senza raggiungere il Rifugio Vicenza. Inutile dire che io ho optato per la prima opzione perché dal Rifugio Vicenza si gode una vista spettacolare sulle pareti verticali del Sassolungo nonostante la folla che normalmente popola questo luogo. Tornando indietro al bivio precedente, si prende il sentiero CAI 526 che permette di raggiungere il Rifugio Comici. Da qui al Passo Sella il cammino è breve, ma molto suggestivo perché attraversa la cosiddetta Città dei Sassi, un vero e proprio labirinto naturale di roccia.

La via dei laghi lungo il sentiero 00 dell’Appennino (Toscana, Emilia Romagna)

sentiero 00 appennino tosco-emiiano

Testo e fotografia di Simona @ travel2transformation

Il sentiero 00 è un percorso trekking di circa 83 km che si snoda lungo il crinale dell’Appennino Emiliano e Romagnolo, partendo dal Passo dei Due Santi (provincia di Parma) fino ad arrivare a Poggio del Castagnolo, in provincia di Forlì-Cesena. È possibile percorrerlo in tappe di più giorni facendo attenzione a individuare i punti tappa, visto la scarsità di rifugi presenti, oppure organizzandosi con la propria tenda e numerose scorte di cibo e acqua.Il tratto che più amo è quello nella zona dei Laghi del Sillara, uno dei miei luoghi del cuore a km0 situato nell’Appennino Tosco-Emiliano, Parco Nazionale e Riserva UNESCO Uomo e Biosfera.
Nonostante la prima volta che l’ho percorso ormai diversi anni fa il meteo era terribile e non si vedeva assolutamente nulla, decisi determinata di tornare per rimanere totalmente affascinata dal paesaggio e soprattutto dalla vista mozzafiato. Da allora me ne sono innamorata e ci torno ogni anno, godendomi una cenetta al sacco seduta sul Monte Sillara mentre la valle sotto ai miei piedi si dipinge di rosa, prima di addormentarmi sotto una coperta di stelle. 
È possibile camminare un circuito ad anello di circa 4 ore partendo da Pratospilla in provincia di Parma, seguendo il sentiero 707 attraverso una splendida faggeta, imboccando poi la variante 707A da cui si godono viste panoramiche sul Lago Ballano e il Lago Verde. Una meritata sosta presso la Capanna Cagnin (bivacco in autogestione) rigenera prima di riprendere il sentiero in direzione Laghi di Compione e finalmente gli spettacolari Laghi del Sillara, laghi di origine glaciale circondati da distese a perdita d’occhio di mirtilli di cui potete fare una scorpacciata tra fine luglio e inizio agosto.
Da qui si può salire sul Monte Sillara (1861m slm) dove sentirete la sensazione di essere sul tetto dell’Appennino, godendo di una vista mozzafiato su tutta la valle della Lunigiana, i picchi imponenti delle Alpi Apuane settentrionali sulla vostra sinistra e di fronte a voi il mare del Golfo dei Poeti. Nelle giornate particolarmente limpide si scorgono le Alpi settentrionali e quelle Marittime al confine con la Francia.
Percorrendo un tratto di 00 fino al Passo Giovarello si respira un senso di libertà infinita prima di scendere verso il Lago Martini e proseguire sul sentiero 705 che riconduce a Pratospilla.
Perché amo così tanto questo trekking? Innanzitutto perché è fuori dai circuiti di massa e persino in alta stagione si incrociano pochi altri camminatori. Per il senso di pace che si respira e i paesaggi che riempiono gli occhi di bellezza, variando dalle splendide fioriture primaverili, al verde punteggiato dai mirtilli e dai laghi nella stagione estiva, al foliage autunnale. Non per ultima, la vista che mi sorprende ed emoziona ogni volta che ci torno affacciandomi dallo 00 e lasciando il mio sguardo perdersi sulla mia valle fino al mare.

Escursione al Lago di Antermoia (Trentino Alto Adige)

lago antermoia

Testo e fotografia di Federica @ My Travel Planner

Ho scoperto il Lago di Antermoia per caso, durante il mio primo soggiorno a Canazei. Stavo pochi giorni ed avevo tempo solo per un paio di escursioni. Avevo interrogato diverse persone incontrate durante un’escursione il giorno prima su quale fosse la meta più bella lì intorno e, in diversi, mi avevano risposto con sguardo sicuro che fosse il Lago di Antermoia. Ormai sapevo qual era la meta della mia escursione.
Si può arrivare per vari itinerari al lago ed io avevo dovuto scegliere quello più breve sempre per mancanza di tempo. Più breve ma non meno bello. Un percorso segnalato come escursione semplice che, a mio parere, è stata un po’ sottostimata, ma quanta bellezza!
Sono partita dal Rifugio Micheluzzi fra prati verdi pianeggianti, il fiume che scorreva accanto al sentiero, piccole baite di legno, campi fioriti e pendii tutt’intorno punteggiati di abeti: un paesaggio bucolico e rilassante per gli occhi. Stagliato sul fondo la meraviglia e l’imponenza del massiccio Denti di Terra Rossa.
Presto è iniziata la salita, prima lungo un sentiero a zig zag in mezzo a una distesa di azalee selvatiche in fiore poi, all’improvviso, la vegetazione è sparita mentre il sentiero continuava a inerpicarsi per la montagna dal fondo sassoso. Mi sono servite numerose soste per riprendere il fiato. Ma bastava guardarsi alla spalle per ammirare il paesaggio per sentirsi ripagata fino all’ultima goccia di sudore. Vallate verdi e montagne imponenti riempivano lo sguardo di meraviglia. E ancora non ero alla meta.
Quando ho compiuto l’ultimo sforzo e sono arrivata in cima alla salita per iniziare a scendere verso il lago, ero già ampiamente appagata da ciò che avevo visto, ma presto mi sono accorta che non c’era limite alla bellezza.
Il Lago di Antermoia giaceva in mezzo a ripide pareti di roccia chiara e intorno al lago c’era un residuo di neve ghiacciata. Circondato da tanto bianco, le acque cristalline assumevano un colore incredibile. Quei contrasti di colore abbagliavano e ammaliavano. 
È stato difficile accomiatarsi da tanta bellezza, ma una cosa era certa: qui ci sarei tornata attraverso gli altri sentieri perché, non avevo dubbi, erano da provare tutti. E la meta finale non avrebbe destato meno meraviglia solo per essere già stata vista!

Da Bolsena a Montefiascone lungo la via Francigena (Lazio)

via francigena by marina fiorenti

Testo e fotografia di Marina @ The Travelling PetSitter

La via Francigena è sicuramente uno dei cammini più affascinanti al mondo, ricco di suggestioni storiche, artistiche e spirituali che nulla hanno da invidiare al più celebre Cammino di Santiago, anzi…. Percorrerla tutta è certamente impegnativo (solo la parte italiana è lunga circa 2000 km), ma nulla vieta di coprirne solo alcune tappe.
Vivendo a Roma ho avuto la possibilità di  completare alcune delle tratte che attraversano la Toscana e il Lazio e senza dubbio il tracciato che mi ha emozionato di più è stata la tappa che da Bolsena arriva a Montefiascone. Si tratta di un percorso di circa 18 km, con un dislivello in salita di 580 metri che si può compiere in circa 5 ore, non essendo troppo impegnativo. 
Per questo trekking, sono partita con una mia amica alla volta di Montefiascone: dopo aver esplorato la cittadina e  i dintorni e aver trascorso lì la notte, il mattino seguente abbiamo preso l’autobus che in una quindicina di minuti arriva a Bolsena. Prima di mettersi in cammino, qui è d’obbligo visitare la rocca Monaldeschi della Cervara che sovrasta il borgo medievale e la collegiata di Santa Cristina. Proprio da questa chiesa parte la tappa che, una volta usciti dalla cittadina, permette di ammirare delle bellissime vedute delle scintillanti acque del lago di Bolsena. Si attraversano uliveti e vigneti, alternati a boschi di cerri e roverelle. Dopo circa 5 km si arriva al Podere Sailli, un casale (noi lo abbiamo trovato chiuso) dove si può fare una breve sosta prima di continuare alla volta del Parco Archeologico Naturalistico di Turona, distante circa 3 km. Questo è uno dei punti più belli dell’intero percorso, si cammina in un ambiente boschivo incontaminato ricco di corsi d’acqua, dove si trovano anche dei resti etruschi: peccato solo attraversarlo senza avere più tempo a disposizione per esplorarlo meglio!
Lasciato alle spalle il parco, si incontra un tratto della via Cassia antica e si cammina sul basolato originale, un’emozione anche per chi come me può fare delle belle passeggiate sull’Appia antica. Piano piano il tracciato inizia a salire verso la destinazione finale, Montefiascone (situata a circa 600 mt di altezza) dove si verrà ricompensati dalla bellissima vista a 360° che si gode dalla Torre del Pellegrini (anche se ci sono tanti gradini da salire!) e da un bel bicchiere del celebre vino locale Est! Est! Est!. All’arrivo si viene salutati dal Monumento al Pellegrino, posto di fronte alla Rocca, che segna anche gli ultimi 100 km da fare per arrivare a San Pietro.
Partendo da Roma è un’escursione che si può fare in giornata, ma io consiglio di calcolare una sosta di due giorni, così da potersi godere anche la visita di queste due belle cittadine!

Trekking al Buco di Viso (Piemonte)

galleria traversette monviso

Testo e fotografia @travelgudu

Perché parlarvi del Buco di Viso anziché di lui, il Monviso, della sua vetta a ben 3841 m o del famoso percorso Giro di Viso? Beh, per due ragioni: la prima è che sulla punta del Monviso non ci siamo (ancora) stati; la seconda è che questa escursione al buco di Viso a noi è piaciuta moltissimo: ci ha stupito e regalato panorami ed emozioni splendide! La magia è quella di passare attraverso il Monviso, in una stretta galleria scavata nella roccia che ti porta dall’Italia alla Francia.
Il sentiero parte da Pian del Re e sale lungo una ripida salita. Bisogna tenere duro per il tratto iniziale, un po’ noioso e faticoso, poi si raggiunge una strada solitaria che si inerpica a zigzag verso l’alto per raggiungere una serie di pianori e di valloni con viste incredibili. Di fronte all’immensità di questi canaloni, parzialmente innevati anche in estate, ci si sente davvero piccola di fronte alla montagna e se ne ammina la grezza e genuina bellezza. Ad ogni passo ci si può voltare e trovarsi al cospetto del Re di Pietra: il Monviso.
Il secondo tratto del percorso è caratterizzato da piccole vette che si susseguono l’un l’altra nascondendosi a vicenda, fino a raggiungere la pesante salita verso le Casermette preceduta da un inaspettato tratto ghiacciato (ed era luglio!). Ma il dislivello non è finito e continuando a salire colmiamo i 930 metri totali che ci portano all’imbocco della Galleria delle Traversette, amichevolmente soprannominata “Buco di Viso”.
Entriamo nel buio del tunnel un po’ circospetti, facendoci luce con la torcia del telefono. La galleria è larga quel tanto che bastava per far passare un asino con il suo carico sulla schiena. Percorriamo i 75 metri di buoi che ci separano dall’altro versante della montagna. Sbuchiamo in un cono di luce che ci abbaglia: davanti ai nostri occhi si apre una valle ampia, che si abbraccia tutta in un unico sguardo. Sembra di aver viaggiato in un’altra dimensione!
Mangiamo i nostri panini in terra francese e infine ritorniamo sui nostri passi, felici e soddisfatti della nostra piccola impresa.


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Immagine di copertina by Anders Nielsen on Unsplash

8 commenti su “8 emozionanti sentieri da percorrere in Italia

  1. Che sentieri emozionanti! Non per forza adatti a camminatori così esperti ma anche a chi ama semplicemente stare a contatto con la natura. Mi salvo qualche itinerario di questi, grazie di questo articolo così ricco e interessante!

  2. I due percorsi in Trentino Alto Adige li ho fatti e sono bellissimi, confermo: panorami da sogno che ti riempiono gli occhi. Mi incuriosisce il percorso dal lago di Bolsena; mi piacerebbe provarlo per una intensa passeggiata nella natura, vista la lunghezza. Ma sono sicura ne valga la pena

  3. Amo camminare in montagna e quindi ho apprezzato moltissimo questo articolo. Non ho mai fatto trekking di più giorni, ma il fatto di poterli dividere anche a tappe mi attira parecchio. Grazie delle idee!!

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